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23 Dicembre, 2019

LIFEdata. Intelligenza artificiale al femminile su l’Avvenire

Tempo lettura: 2 min

LIFEdata è una delle poche aziende europee specializzate nello sviluppo di soluzioni basate su Intelligenza Artificiale Voice.
Un settore in forte crescita su cui i colossi come Google, Amazon eccetera stanno puntando molto. Basti pensare all’uso sempre maggiore della voce quando vogliamo comunicare con qualcuno (messaggi vocali su Whatsapp), per rendersi conto dell’impatto che questo fenomeno sta avendo nel nostro quotidiano.
Chiedere ad assistenti intelligenti di avviare una delle nostre playlist preferite mentre siamo a cena con gli amici o di aprire e chiudere le tapparelle della casa; alla macchina di guidarci verso la destinazione che abbiamo prescelto e molti altri scenari che si stanno via via concretizzando e che fino a qualche anno fa sembravano fantascienza.

«Le nostre soluzioni – spiega Sara Caminati, digital innovation-senior associate di LIFEdata – puntano ad agevolare la vita delle persone e quella delle aziende.
Nel primo caso si punta a migliorare l’accessibilità ad alcuni servizi, nel secondo ad agevolare processi (interni o esterni) in ottica di business, quindi di generazione vendite, miglioramento della customer experience eccetera. Nei primi sei mesi di attività, pur essendo una start up innovativa, abbiamo fatturato 350mila euro, tre volte il fatturato medio di una start up innovativa in Italia.
A novembre 2019 è partita la nostra prima campagna di equity crowdfunding e siamo arrivati a questa scelta dopo un’attenta valutazione strategica. L’obiettivo primario della campagna è lo sviluppo di un marketing territoriale, che ci permetta di approcciare il mercato grazie allo sviluppo di partnership strategiche. La nostra è un’azienda fatta da imprenditori seriali che hanno alle spalle anche 20 anni di esperienza ed exit di successo.
Il leadership team, con competenze e background diversi, ma complementari, è costituito da un 57% di quote rosa e in generale le persone che lavorano con noi sono 98% laureate in discipline scientifiche».

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