chatbot intelligenza artificiale
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26 novembre, 2019

Che differenza c’è tra chatbot ed intelligenza artificiale?

Tempo lettura: 3 min

Ma è un chatbot?

Una delle domande che ci viene fatta più spesso riguarda la differenza tra chatbot e intelligenza artificiale.

Se ne parla così tanto che sembra che i chatbot siano in giro da 10 anni, in realtà la maggior parte è stata realizzata negli ultimi 2-3 anni. I chatbot nascono però a metà degli anni 60, nel laboratorio di intelligenza artificiale del MIT: Joseph Weizenbaum stava sviluppando il primo esempio di chatbot, nome in codice “ELIZA”.
Questo chatbot era in grado di simulare la comprensione computazionale senza disporre effettivamente delle capacità di apprendimento automatico.

Nel 2016 Facebook ha aperto Messenger alla creazione di semplici chatbot parametrici. E da lì è scoppiato il boom di piattaforme fai-da-te con molti operatori, da freelancer ad agenzie interactive che li hanno “spacciati” come AI, sfruttando un grande cambiamento: l’inizio del declino delle app. Più del 50% degli utenti di smartphone scarica in media 0 nuove app.

Solo Facebook Messenger è oggi popolato da circa 300.000 chatbot. Ma la rivoluzione dei chatbot non è andata bene: la maggior parte delle aziende e degli utenti li ritengono poco utili.

Secondo la nota casa di ricerche di mercato Gartner, il 40% dei chatbot sviluppati prima del 2018 verrà rimpiazzato entro l’anno prossimo.

L’evoluzione continua, sempre Gartner prevede che oltre il 50% delle aziende dal 2021 spenderà più in bot e chatbot che nello sviluppo di app. Nell’era “post-app”, i nuovi chatbot saranno l’interfaccia dell’AI e trasformeranno come le app sono sviluppate. Ora vengono chiamati più spesso bot o virtual assistant.

Cosa è quindi un chatbot? I chatbot sono principalmente interfacce di testo in linguaggio naturale costruite utilizzando regole che incoraggiano interazioni predefinite e guidate. Sono in genere facili da costruire e navigati con flussi predefiniti.

I chatbot non possono imparare: I chatbot hanno flussi di conversazione appositamente progettati e in genere non sono abbastanza “intelligenti” per utilizzare le conversazioni precedenti per stabilire informazioni contestuali.

Perchè il mercato delle aziende sta scoprendo l‘intelligenza artificiale conversazionale e l’intelligenza artificiale voice?

Le applicazioni di intelligenza artificiale conversazionale

  • Funzionano con voce, messaggi di testo e instant messaging: l’intelligenza artificiale conversazionale dovrebbe essere presente senza soluzione di continuità tra i canali di comunicazione. Può essere disponibile tramite Alexa, Google Assistant o persino il portale aziendale dell’azienda. Le interazioni omni-channel sono già il presente nelle abitudini dell’utente e dovrebbero essere una priorità anche per la tua azienda
  • Apprendono: una soluzione di IA conversazionale deve essere in grado di utilizzare la conoscenza dell’azienda per automatizzare processi.

 

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